Origini Il Rubicone era il limite che divideva la Gallia Cisalpina dall'Italia propriamente detta, il cui territorio agli effetti del governo militare era considerato alla pari del territorio di Roma. Nessun magistrato poteva varcarlo a capo di un esercito in armi, senza autorizzazione del Senato. Cesare, nonostante tale divieto e contro la deliberazione senatoriale che gli aveva ordinato di licenziare le truppe, lo attraversò col suo esercito nella notte dall' 2 al 12 gennaio del 49 a. C. I celti Con il nome di Celti si indica un insieme di popoli indoeuropei che, nel periodo di massimo splendore (IV-III secolo a.C.), erano estesi in un'ampia area dell'Europa, dalle Isole britanniche fino al bacino del Danubio, frutto dell'espansione verso le penisoleiberica, italica e anatolica. Uniti dalle origini etniche e culturali, dalla condivisione di uno stesso fondo linguistico-indoeuropeo e da una medesima visione religiosa, i Celti rimasero sempre politicamente frazionati. I Celti patirono dal II secolo a.C.una crescente pressione politica, militare e culturale da parte di altri due gruppi indoeuropei: i Germani e i Romani. I Celti furono progressivamente sottomessi e assimilati. L'arretramento dei Celti come popolo autonomo è testimoniato dalla marginalizzazione della loro lingua, confinata alle sole Isole britanniche. Lì infatti, emersero gli eredi storici dei Celti: le popolazioni dell'Irlandae delle frange occidentali e settentrionali della Gran Bretagna, parlanti lingue brittoniche. I Celtiberi erano popolazioni celtichestanziate nell'antichità, dopo varie ondate migratorie nella Penisola iberica. Frazionai in numerose [[@http://it.wikipedia.org/wiki/Tribù|tribù]] e sottomessi a Romafin dal II secolo a.C.(Guerre celtibere), subirono un forte processo di assimilazione alla nuova cultura latina, finendo per dissolversi come popolo autonomo già a partire dall'[[@http://it.wikipedia.org/wiki/Età_augustea|Età augustea]]. Un altro nome diverso sa quelli precedenti erano iGalli con cui i Romaniindicavano i Celtiche abitavano in epoca antica la regione della Gallia, corrispondente ai territori attuali di Francia, Belgio, Svizzera, Paesi Bassi, Germanialungo la riva occidentale del Renoe Italia settentrionalea nord del fiume Rubicone.
L'espansione in Europa L'identificazione dei Celti con la cultura di Hall statt-La Tène consente, di tracciare un quadro del loro processo espansivo a partire dalla ristretta area dell'Europa centro-occidentale nella quale si cristallizzarono come popolo. La penetrazione nella Penisola iberica e lungo le coste atlantiche dell'attuale Francia risale quindi all' VIII-VII secolo a.C., ancora in epoca hall stattiana. Più tardi, quando già avevano sviluppato la Cultura di La Tène, raggiunsero la Manica, la foce del Reno, l'attuale Germania nord-occidentale e le Isole britanniche; ancora successiva fu l'espansione verso le attuali Boemia, Ungheria e Austria. Contemporanei a questi ultimi movimenti furono gli insediamenti, già registrati dalle fonti storiche, in Italia settentrionale e, in parte di quella centrale (inizio IV secolo a.C.) e nella Penisola balcanica. Nel III secolo il gruppo dei Galati passò dalla Tracia all'Anatolia, dove si stanziò definitivamente. L'avanzata fu favorita principalmente dalla superiorità tecnica delle armi in possesso della bellicosa aristocrazia guerriera, che guidò questi popoli durante le migrazioni. I guerrieri e l'esercito L'armatura dei Celti comprendeva scudi in legno con rifiniture in bronzo e ferro decorati in vario modo. Su alcuni di questi si trovavano animali in bronzo scolpiti, con funzioni sia decorative sia di difesa. Sulla testa portavano elmidi bronzo con grandi figure sporgenti come corna, parti anteriori di uccelli o quadrupedi, che facevano apparire giganteschi coloro che li indossavano.Le loro trombe di guerraproducevano un suono assordante e terrificante per il nemico. Alcuni indossavano sul petto piastre di ferro, mentre altri combattevano nudi. Non utilizzavano soltanto spade corte simili ai gladi romani, ma anche lunghe, ancorate a catene di ferro o bronzo, che pendevano lungo il loro fianco destro, oltre a lance dalle punte di ferro della lunghezza di un cubito e di poco meno di due palmi di larghezza, ed i loro dardiavevano punte più lunghe delle spade degli altri popoli.
La strategia bellica dei Celti
I Celti non combattevano in terreno aperto o a difesa delle fortificazioni, ma praticavano la guerriglia e l’imboscata, favorevole alla guerra di montagna dall’impenetrabile foresta che coprivano tutto l’arco alpino. Il cavaliere celtico disponeva di un corredo efficace e pratico: l’elmo di bronzo dalla forma come quella odierna dei giocatori di polo, con para orecchi che gli scendevano fino al collo. Una lancia dalla punta palmata, la lunga spada e lo scudo romboidale o tondo, dai leggeri pettorali. I fanti preferivano combattere a petto nudo, portavano un mantello sulle spalle, un paio di lance, due spade, una lunga quasi un metro con l’impugnatura personalizzata, la lancia era a volte seghettata per ottenere ferite mortali al nemico, uno scudo di cuoio, portavano braghe molto colorate e sandali con suole morbide come i mocassini adatti alla corsa.
Caccia e pesca Benché la caccia fosse ampiamente praticata, sembra che la selvaggina non avesse un ruolo fondamentale nell'alimentazione dei Celti. La caccia al cervo o al cinghiale costituiva più che altro una forma di passatempo, in sostituzione della prodezze militari. Era praticata anche la [[@http://it.wikipedia.org/wiki/Pesca_(attività)|pesca]], in prossimità di fiumi, laghi e litorale marino.
Religione I Galli erano politeisti, e adoravano un vasto pantheon di divinità legate alla natura e alle virtù guerriere. Sacerdoti erano i druidi; essi non si limitavano a essere il collegamento tra gli uomini e gli dei, ma erano anche responsabili del calendario e guardiani del "sacro ordine naturale", oltre che filosofi, scienziati, maestri, giudici e consiglieri del re. La fede nella trasmigrazione delle anime si traduceva in un'attenuazione della paura della morte, che a sua volta rafforzava il valore militare dei guerrieri.
I druidi nella società
La loro influenza era sia sociale sia religiosa. I druidi non erano solo l'equivalente dei nostri sacerdoti; spesso erano anche filosofi, scienziati, maestri, giudici e consiglieri del re. I druidi collegavano i celti con i loro numerosi dei, erano responsabili del calendario lunare e guardiani del "sacro ordine naturale". Con l'arrivo del Cristianesimo in ogni regione, questi compiti furono assunti dal vescovo e dall'abate, che non erano mai la stessa persona e talvolta si trovavano in competizione. Pratiche religiose dei druidi Della letteratura orale druidica di canzoni sacre, formule per preghiere e incantesimi, regole per la divinazione e per la magia, non è sopravvissuto nulla, neppure in forma tradotta; non esiste neppure una leggenda che sia stata tramandata in una forma che potremmo chiamare druidica pura, ovvero senza modifiche e reinterpretazioni cristiane. A volte, i druidi effettuavano sacrifici umani per propiziare le divinità prima di una battaglia, o per leggere la volontà degli dei nel sangue che gocciolava. Lingua I Galli parlavano una lingua celtica continentale, il gallico, frazionata in vari dialetti (tra i quali il Leponzio, parlato in Gallia cisalpina, l'odierna Italia settentrionale). La lingua è nota grazie ad alcune centinaia di iscrizioni su pietra e su vasi di ceramica e altri manufatti; le più antiche sono in alfabeto greco (costa meridionale dell'odierna __Francia__) e in alfabeto italico (Gallia cisalpina), mentre a partire dal II secolo a.C. inizia a prendere il sopravvento l'alfabeto latino. Oreficeria L'oreficeria è la branca artistica degli antichi Celti della quale sono sopravvissute le maggiori testimonianze. Tipici dell'artigianato celtico, gallico in particolare, sono i torque, collane o bracciali propiziatori realizzati in oro, argento o bronzo.Altri manufatti artistici celtici conservati sono gioielli, coppe e paioli. Su numerosi manufatti si hanno infatti, a partire dal IV secolo a.C., testimonianze di fusioni di smalti, ottenuti con una particolare pasta di vetro. Questo smalto di colore rosso era inizialmente fissato tramite una fine reticella di ferro, unitamente al corallomediterraneo, direttamente sugli oggetti, quasi rappresentassero una forma magica di sangue, "pietrificato del mare" e uscito dal fuoco.
Origini
Il Rubicone era il limite che divideva la Gallia Cisalpina dall'Italia propriamente detta, il cui territorio agli effetti del governo militare era considerato alla pari del territorio di Roma. Nessun magistrato poteva varcarlo a capo di un esercito in armi, senza autorizzazione del Senato. Cesare, nonostante tale divieto e contro la deliberazione senatoriale che gli aveva ordinato di licenziare le truppe, lo attraversò col suo esercito nella notte dall' 2 al 12 gennaio del 49 a. C.
I celti
Con il nome di Celti si indica un insieme di popoli indoeuropei che, nel periodo di massimo splendore (IV-III secolo a.C.), erano estesi in un'ampia area dell'Europa, dalle Isole britanniche fino al bacino del Danubio, frutto dell'espansione verso le penisole iberica, italica e anatolica. Uniti dalle origini etniche e culturali, dalla condivisione di uno stesso fondo linguistico-indoeuropeo e da una medesima visione religiosa, i Celti rimasero sempre politicamente frazionati.
I Celti patirono dal II secolo a.C. una crescente pressione politica, militare e culturale da parte di altri due gruppi indoeuropei: i Germani e i Romani. I Celti furono progressivamente sottomessi e assimilati. L'arretramento dei Celti come popolo autonomo è testimoniato dalla marginalizzazione della loro lingua, confinata alle sole Isole britanniche. Lì infatti, emersero gli eredi storici dei Celti: le popolazioni dell'Irlanda e delle frange occidentali e settentrionali della Gran Bretagna, parlanti lingue brittoniche.
I Celtiberi erano popolazioni celtiche stanziate nell'antichità, dopo varie ondate migratorie nella Penisola iberica. Frazionai in numerose [[@http://it.wikipedia.org/wiki/Tribù|tribù]] e sottomessi a Roma fin dal II secolo a.C.(Guerre celtibere), subirono un forte processo di assimilazione alla nuova cultura latina, finendo per dissolversi come popolo autonomo già a partire dall'[[@http://it.wikipedia.org/wiki/Età_augustea|Età augustea]].
Un altro nome diverso sa quelli precedenti erano iGalli con cui i Romani indicavano i Celti che abitavano in epoca antica la regione della Gallia, corrispondente ai territori attuali di Francia, Belgio, Svizzera, Paesi Bassi, Germania lungo la riva occidentale del Reno e Italia settentrionale a nord del fiume Rubicone.
L'espansione in Europa
L'identificazione dei Celti con la cultura di Hall statt-La Tène consente, di tracciare un quadro del loro processo espansivo a partire dalla ristretta area dell'Europa centro-occidentale nella quale si cristallizzarono come popolo. La penetrazione nella Penisola iberica e lungo le coste atlantiche dell'attuale Francia risale quindi all' VIII-VII secolo a.C., ancora in epoca hall stattiana. Più tardi, quando già avevano sviluppato la Cultura di La Tène, raggiunsero la Manica, la foce del Reno, l'attuale Germania nord-occidentale e le Isole britanniche; ancora successiva fu l'espansione verso le attuali Boemia, Ungheria e Austria. Contemporanei a questi ultimi movimenti furono gli insediamenti, già registrati dalle fonti storiche, in Italia settentrionale e, in parte di quella centrale (inizio IV secolo a.C.) e nella Penisola balcanica. Nel III secolo il gruppo dei Galati passò dalla Tracia all'Anatolia, dove si stanziò definitivamente. L'avanzata fu favorita principalmente dalla superiorità tecnica delle armi in possesso della bellicosa aristocrazia guerriera, che guidò questi popoli durante le migrazioni.
I guerrieri e l'esercito
L'armatura dei Celti comprendeva scudi in legno con rifiniture in bronzo e ferro decorati in vario modo. Su alcuni di questi si trovavano animali in bronzo scolpiti, con funzioni sia decorative sia di difesa. Sulla testa portavano elmidi bronzo con grandi figure sporgenti come corna, parti anteriori di uccelli o quadrupedi, che facevano apparire giganteschi coloro che li indossavano.Le loro trombe di guerra producevano un suono assordante e terrificante per il nemico. Alcuni indossavano sul petto piastre di ferro, mentre altri combattevano nudi. Non utilizzavano soltanto spade corte simili ai gladi romani, ma anche lunghe, ancorate a catene di ferro o bronzo, che pendevano lungo il loro fianco destro, oltre a lance dalle punte di ferro della lunghezza di un cubito e di poco meno di due palmi di larghezza, ed i loro dardi avevano punte più lunghe delle spade degli altri popoli.
La strategia bellica dei Celti
I Celti non combattevano in terreno aperto o a difesa delle fortificazioni, ma praticavano la guerriglia e l’imboscata, favorevole alla guerra di montagna dall’impenetrabile foresta che coprivano tutto l’arco alpino. Il cavaliere celtico disponeva di un corredo efficace e pratico: l’elmo di bronzo dalla forma come quella odierna dei giocatori di polo, con para orecchi che gli scendevano fino al collo. Una lancia dalla punta palmata, la lunga spada e lo scudo romboidale o tondo, dai leggeri pettorali. I fanti preferivano combattere a petto nudo, portavano un mantello sulle spalle, un paio di lance, due spade, una lunga quasi un metro con l’impugnatura personalizzata, la lancia era a volte seghettata per ottenere ferite mortali al nemico, uno scudo di cuoio, portavano braghe molto colorate e sandali con suole morbide come i mocassini adatti alla corsa.
Caccia e pesca
Benché la caccia fosse ampiamente praticata, sembra che la selvaggina non avesse un ruolo fondamentale nell'alimentazione dei Celti. La caccia al cervo o al cinghiale costituiva più che altro una forma di passatempo, in sostituzione della prodezze militari. Era praticata anche la [[@http://it.wikipedia.org/wiki/Pesca_(attività)|pesca]], in prossimità di fiumi, laghi e litorale marino.
Religione
I Galli erano politeisti, e adoravano un vasto pantheon di divinità legate alla natura e alle virtù guerriere. Sacerdoti erano i druidi; essi non si limitavano a essere il collegamento tra gli uomini e gli dei, ma erano anche responsabili del calendario e guardiani del "sacro ordine naturale", oltre che filosofi, scienziati, maestri, giudici e consiglieri del re. La fede nella trasmigrazione delle anime si traduceva in un'attenuazione della paura della morte, che a sua volta rafforzava il valore militare dei guerrieri.
I druidi nella società
La loro influenza era sia sociale sia religiosa. I druidi non erano solo l'equivalente dei nostri sacerdoti; spesso erano anche filosofi, scienziati, maestri, giudici e consiglieri del re. I druidi collegavano i celti con i loro numerosi dei, erano responsabili del calendario lunare e guardiani del "sacro ordine naturale". Con l'arrivo del Cristianesimo in ogni regione, questi compiti furono assunti dal vescovo e dall'abate, che non erano mai la stessa persona e talvolta si trovavano in competizione.
Pratiche religiose dei druidi
Della letteratura orale druidica di canzoni sacre, formule per preghiere e incantesimi, regole per la divinazione e per la magia, non è sopravvissuto nulla, neppure in forma tradotta; non esiste neppure una leggenda che sia stata tramandata in una forma che potremmo chiamare druidica pura, ovvero senza modifiche e reinterpretazioni cristiane. A volte, i druidi effettuavano sacrifici umani per propiziare le divinità prima di una battaglia, o per leggere la volontà degli dei nel sangue che gocciolava.
Lingua
I Galli parlavano una lingua celtica continentale, il gallico, frazionata in vari dialetti (tra i quali il Leponzio, parlato in Gallia cisalpina, l'odierna Italia settentrionale). La lingua è nota grazie ad alcune centinaia di iscrizioni su pietra e su vasi di ceramica e altri manufatti; le più antiche sono in alfabeto greco (costa meridionale dell'odierna __Francia__) e in alfabeto italico (Gallia cisalpina), mentre a partire dal II secolo a.C. inizia a prendere il sopravvento l'alfabeto latino.
Oreficeria
L'oreficeria è la branca artistica degli antichi Celti della quale sono sopravvissute le maggiori testimonianze. Tipici dell'artigianato celtico, gallico in particolare, sono i torque, collane o bracciali propiziatori realizzati in oro, argento o bronzo.Altri manufatti artistici celtici conservati sono gioielli, coppe e paioli. Su numerosi manufatti si hanno infatti, a partire dal IV secolo a.C., testimonianze di fusioni di smalti, ottenuti con una particolare pasta di vetro. Questo smalto di colore rosso era inizialmente fissato tramite una fine reticella di ferro, unitamente al corallo mediterraneo, direttamente sugli oggetti, quasi rappresentassero una forma magica di sangue, "pietrificato del mare" e uscito dal fuoco.
Sittografia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Druido#I_druidi_nella_societ.C3.A0
http://books.google.it/books?id=kKGY91xdI54C&pg=PA55&dq=villaggio+celtico&hl=it&ei=NMC2TOSaEsT54gb6u4nHCQ&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CDMQ6AEwAA#v=onepage&q=villaggio%20celtico&f=false
http://www.celticworld.it/sh_wiki.php?act=sh_art&iart=433
**http://www.sagittabarbarica.org/arm.htm**
**http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/celti.htm**
http://knol.google.com/k/i-celti-tra-storia-e-leggenda#
Jessica e Janinne cl. 2BL, ITAS D'Annunzio Gorizia, a.s. 2010/2011